A GIORGINA…

giorgina“Lascia un grande vuoto, era davvero una persona eccezionale. Ha saputo incoraggiare e comunicare la sua passione anche nei difficili momenti della malattia. Un grande esempio di fede e generosità. Ci mancherà molto….”

Queste le parole che mi sono affiorate alla mente / sgorgate dal cuore, appena ho saputo di Giorgina.

Ora, pensando a lei, emergono  tanti ricordi,  ed ho ascoltato con commozione  molte testimonianze sul meraviglioso cammino che ha compiuto nella sua intensa vita, nei molteplici ambienti in cui si è prodigata.

Voglio condividere  l’ultima occasione che mi è stata data per incontrarla, pochi giorni prima del suo addio. Era a Nizza, molto provata dalla malattia, ma ha accolto me e Giuseppina con il suo solito sorriso ed i suoi occhi capaci di trasmettere serenità ed accoglienza.

E con quella ammirevole serenità ha riferito l’infausto responso dei medici, ma vi ha dedicato solo un breve istante; poi, nonostante il respiro affaticato, ci ha regalato tanti ricordi di momenti associativi comuni, da quelli formativi a quelli festaioli.

Ha raccontato, con la modestia che la contraddistingue, come si è avvicinata alla professione docente, che da sempre è stata la sua passione, per poi accennare all’incredula sorpresa  con cui ha accettato l’incarico ministeriale a Roma, come se non fosse stato merito suo, ma frutto della bontà degli altri.

Ha saputo usare parole di incoraggiamento per il cammino che dobbiamo percorrere nella nostra professione e nell’associazione.

Il tempo è trascorso velocemente e l’ho salutata con un arrivederci a presto e lei ha chiesto di ricordarla nelle preghiere.

Non sapevo che quella sarebbe stata per me l’ultima occasione di godere dei suoi saggi insegnamenti, che mancheranno a tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Ora sento io il bisogno di chiedere a lei, che è più vicina a Chi sorveglia i destini del mondo,  di pregare per noi, affinché sappiamo, almeno in minima parte, mettere a frutto la testimonianza che ci ha lasciato.

(Anna)

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E’ lei che mi ha tenuto per mano agli inizi, quando ero una giovane e inesperta insegnante, è stata un punto di riferimento nella professione e nell’Associazione ed un esempio di vita.

Lascia un vuoto incolmabile.

(Lauretta)

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Io non l’ho conosciuta bene, ma la ricordo accogliente e pratica, con quella calma interiore che ti mette subito a tuo agio

(Fiora)

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Io Giorgina l’ho conosciuta quando insegnavo alla scuola paritaria, mi sono iscritta al mio primissimo corso Aimc. Lei faceva quello che faccio io adesso per l’Associazione, non sapeva ancora che mi avrebbe lasciato quell’incarico in eredità, so solo che lo faceva con passione e meticolosità oltre che ad impegnarsi a promuovere la formazione tra insegnanti, perché credeva nella crescita professionale e nelle relazioni ad ogni livello….l’Aimc di Asti esiste perché è stata la prima a crederci.                                                 Portare avanti lo spirito associativo è non dimenticarci di lei mai!                                                                                                                                                                           (Emanuela)

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Di Giorgina conservo tanti bei ricordi e non bastano certo queste poche righe a testimoniare l’affetto e la stima che provo nei suoi confronti.

Ci siamo conosciuti circa 40 anni fa, quando, a 19 anni, mi sono trovato ad insegnare in una scuola materna, cosa piuttosto inusuale a quei tempi per un uomo. Giorgina mi ha incoraggiato, dato buoni e saggi consigli, che mi sono serviti moltissimo nel momento in cui mi accingevo ad intraprendere quella che ritengo essere una delle professioni più belle.

Ho poi approfondito la sua conoscenza lavorando per anni nell’Associazione Italiana Maestri Cattolici e con altri giovani colleghe e colleghi ho apprezzato il suo modo di essere insegnante e formatrice, sempre attenta a valorizzare il nostro impegno nell’associazione ed a soddisfare le nostre esigenze formative, il tutto con umiltà e spirito di servizio.

Mi piace ricordare infine la sua allegria, il suo costante buonumore, ma soprattutto la sua grande fede ed il suo notevole spirito di sacrificio, doti, queste ultime, che l’hanno sicuramente aiutata negli anni della sofferenza.

Grazie Giorgina, il tuo ricordo rimarrà indelebile nel mio cuore, insieme a quello delle altri grandi figure che ho avuto la fortuna di incontrare nello svolgimento della mia attività lavorativa – Don Angelo Fasolio, Maria Giovanna Lazzarato – e che hanno contribuito in modo significativo alla mia formazione di persona e di uomo di scuola. Con loro, dormi ora il sonno dei giusti!

(Ferruccio)

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Uscita didattica in Valle San Pietro a vedere come si raccolgono e si essiccano le prugne. Dopo aver mangiato i panini i bambini si disperdono nel grande prato e maestra Giorgina, invece di riposarsi un po’ si alza e comincia a correre con loro come se avesse 5 anni (…e non 50 come in effetti aveva).

Gridava: “Acchiappiamo tutti la maestra Paola!” e tutti i bambini a correre dietro la maestra Paola, “Acchiappiamo la maestra Silvana!” obbligando così tutte le colleghe a mettersi in gioco.

I bambini ridevano e l’abbracciavano e quella gita aveva un senso, anche solo per quel gioco semplice e meraviglioso fatto con le maestre.

Nel mio ricordo Giorgina tu hai davvero realizzato quello che Gesù ci chiede: “Se non ritornerete come bambini….non entrerete nel Regno dei Cieli!”. Tu sei sicuramente lì, che corri con i tuoi bambini per il semplice motivo che ridere ed essere felici è un modo per essere vicini a Dio.

(Monica)

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Trovare un ricordo di Giorgina…tra i tanti…tanti….tutti significativi! Per la vita associativa, per un consiglio professionale,per una confidenza familiare o spirituale…
Sceglierei questo….al termine di un pranzo a casa sua…gustando questa squisitezza…”Prendete una torta di nocciole…già pronta se non la sapete fare. Si taglia a metà,mettete la panna montata in mezzo….poi sopra e intorno la nutella e granella di nocciole . È facile!”
Un GRAZIE a Giorgina perché con lei era facile….la dolcezza!

(Edda)

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Grazie Giorgina! Tanto ho imparato da te , sia professionalmente  che umanamente, nei quattro anni che abbiamo lavorato assieme. Sicuramente ora sei nella luce del Paradiso…

(Paola)

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Avevo scritto sul mio diario in data 3 settembre 2015 alcune note sulla bella festa offerta da Letizia alle amiche di una vita. Eravamo parecchie un po’ invecchiate, rotondette, alcune già nonne. Non c’era Giorgina per un malore che la impediva, al di là della sua malattia con la quale già da tempo, cercava di convivere. L’abbiamo sentita al telefono e piangeva per il dispiacere di non poter essere presente.

Così scrivevo sull’onda dei ricordi: Giorgina e il mio primo incontro con lei.

“Era un pomeriggio di giugno, fine giornata, fine anno scolastico, nella scuola materna di Nizza di Via Cordara. L’estate già calda mi aveva spinta ad indossare un leggiadro abitino bianco, stretto, senza maniche, con il collo alla coreana e molto, molto corto. Tanto, che seduta, non osavo accavallare le gambe com’è mia abitudine. Sapevo che doveva venire una maestra di Asti che si accompagnava ad un sindacalista e ci avrebbero messo al corrente della situazione della scuola materna statale ancora ai primi passi. Eravamo nel 1978 ed io ero stata nominata quale supplente per un anno. Giorgina si era seduta in cerchio con noi  sei, sotto gli alberi del cortile. Prima di andarsene aveva presentato l’A.I.M.C. con parole semplici, facendomi venir voglia di “saperne di più” e per farlo mi sono subito iscritta. Mi piaceva un’Associazione abitata da maestre come Giorgina che intuivo essere seria, lavoratrice, preparata, simpatica con un gran cuore e tanta umiltà.  Vestiva semplicemente e aveva un’aria modesta ma curata ed io sentivo il disagio del mio super attillato abito che mi faceva un po’ “vamp” . No, non era il luogo né il caso, avrei commisurato meglio il mio stile di maestra. “

E poi: incontro ravvicinato con Giorgina durante la preparazione del Concorso in cui lei era dalla parte degli esaminatori. Mai sentito disagio di fronte a lei ma aiuto e affiancamento nella fatica. Da questo concorso ne sono uscita vincitrice per cui ho potuto scegliere la sede e fu Canelli. Lì ho trascorso la gran parte della mia vita lavorativa, lì abbiamo fondato la sezione AIMC di Nizza e distretto 69, così era denominata la nostra zona. Giorgina regista dell’Associazione provinciale e colonna portante, pian piano delegava, faceva sorgere nuove “specialiste”nella professione. Ad una consigliava di ricominciare a studiare – come per Marisa Bossolino e Anna Maria Canavero… ad altra consigliava di provare con il Concorso Direttivo. A me con una telefonata alle nove di sera illustrava il lavoro che si voleva intraprendere al nazionale sull’insegnamento della religione Cattolica  come ricerca-azione sul territorio nazionale: due scuole statali del Nord, due del Centro e due del sud.  Pedagogiste Rina Gioberti e Mariangela Prioreschi, teologo Don Giulio Ciriniano. Ogni due mesi a rapporto a Roma per due anni, con documentazione e nuova consegna di lavoro per il bimestre successivo. Naturalmente ogni scuola era totalmente impegnata a portare avanti una “sperimentazione “ sull’Irc,  che in tempi di dispute politiche sull’inopportunità  dell’insegnamento a bambini della materna, ha sortito materiale per i nuovi Orientamenti del 1991. Giorgina collaborava con la sua scuola di Asti, noi con quella di Canelli cercando la collaborazione di Don Filippi come responsabile della Elle Di Ci. Io mi accollai il compito di portare a Roma e studiare le ricadute delle Unità Didattiche su scuola, classi e singoli bambini. Schede di valutazione, griglie, disegni sul lavoro correvano sul treno in mancanza di computer. In quegli anni ’90 il gruppo impegnato nella ricerca-azione aveva lavorato sulla stesura di un sussidio edito dalla LDC sull’insegnamento della religione Cattolica nella scuola di Stato. Alcune di noi sono state chiamate ad aggiornare insegnanti della materna di diverse diocesi. Giorgina no. Non appariva, non se la sentiva, non poteva, ma era sempre nel gruppo di lavoro e dava indicazioni, consigliava, sollecitava: il Sale, il Lievito evangelico. Grande Giorgina!

Nel contempo la sezione di Asti s’impreziosì di valenti Presidenti che fecero fare passi da gigante all’AIMC  e quella di Nizza si alleava con le Dirigenti della zona, con la diocesi di Acqui e prendeva gambe.  Giorgina invitava a pranzo a casa sua per la festa dei compleanni o sollecitava feste a Nizza e nel sorriso e nella spensieratezza prendevano forma nuove idee, non solo i Consigli di sezione fornivano materiale utile all’andamento delle sezioni ma anche questi appuntamenti informali molto graditi.

Ha lavorato molto Giorgina, in scuola con colleghe e genitori, in Sindacato, in Provveditorato, a Roma in Sede Nazionale e in Ministero come responsabile della scuola Materna ai suoi albori. Intesseva rapporti con numerose persone anche “importanti” : pedagogisti di fama, Ispettori. Non era possibile accompagnarsi a lei nei Congressi o nei Consigli AIMC  senza vederla continuamente intercettata. Con il suo tratto semplice ma penetrante teneva conversazioni mai banali. Seminava a larghe mani battute stimolanti e costruttive. Giungeva anche a discutere porgendo motivazioni realistiche e fondate senza giungere a strappi, non avrebbe mai potuto “litigare”, il confronto era la sua essenza.

Poi andò in pensione con il massimo dell’anzianità e prese in mano con maggior vigore il Catechismo nella Parrocchia, cosa che  già faceva, ma ora s’interessava di catechesi del Battesimo in stretta collaborazione  all’educazione religiosa richiesta ai genitori –  primi educatori della fede. Stabilì un Contratto educativo con i genitori per riaffidare loro la peculiarità dell’educazione alla fede. “Nessun catechista potrà mai lavorare bene se già prima non hanno lavorato i genitori”. Di questo era convinta e a questo portava tutto il suo impegno. La Missione poi era il suo sogno nel cassetto ed è riuscita con il gruppo di donne sarte e ricamatrici della Parroccchia, a mandare fondi per l’educazione dei bambini in Brasile. E’ riuscita pure a visitare la Scoli(gn)a  di……  . Anche il Cardinale di questa zona ha inviato le condoglianze alla famiglia che sono state lette durante il suo funerale.

E si|  Poi la malattia che l’ha molto rallentata ma non fermata poiché per alcuni anni ancora ha continuato a lavorare compatibilmente con ricoveri e terapie. Infine a maggio la telefonata della carissima amica comune Giuseppina Bortot che mi dice: “ venite a trovare Giorgina che non esce più”. Eravamo in quattro e abbiamo ricordato mille momenti di amicizia e di AIMC (che poi è la stessa cosa).

E ancora Giuseppina ad agosto telefona e mi dice: “Giorgina è all’hospice di Nizza”  A Nizza? E’ un privilegio grande e gravoso ma mi fiondo al suo capezzale e per giorni faccio una visitina. E’stato un agosto torrido e luttuoso in cui il sentore della colegrina aleggia e s’insinua nelle narici e nell’anima, la tristezza m’invade fino a quando non posso pregare la “Coroncina” con lei che accondiscende felice. “poverette voi che dovete ancora combattere questa battaglia, Io vado dal mio Gesù e sono nella gioia, lasciatemi andare, via questa cosa per respirare” .  Finchè quel mattino del 28 agosto mi telefona “l’Angelo” di Giorgina la sua giovane badante che mi dice: “Giorgina è spirata è volata in cielo.” Cara Giorgina, collega Amica e Maestra di vita. AdDio.

Il Funerale è la Festa di nozze per la sposa Giorgina che è volata tra le braccia del suo Gesù. Musiche lievi anche allegre come il “Sanctus” che pare un valzer e c’era da immaginare che Gesù facesse volteggiare nella danza la sua giovane sposa. Poi un canto splendido francescano, mi pare: S. Damiano che parla di semplicità gioiosa, infine il Magnificat anima mea Dominum… che s’imprime e vien da canticchiarlo continuamente.  Il ricordo che ha dipinto il Parroco è assai lusinghiero se è vero che la ricchezza di un’ anima sono i segni che lascia nelle altre anime poiché queste sono eterne, il curriculum di Giorgina è deliziosamente ricco e vasto. Poi scoperta: GIORGINA ERA CONSACRATA NELL’ISTITUTO REGALE. ECCO.!!!

All’uscita dalla chiesa uno scroscio di pioggia fortissimo dopo tanta calura: è come una benedizione che suggella una vita, è il Grazie di Dio su di lei. A noi rimane una profonda riconoscenza a Dio per tanto dono.

(Marina)

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